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Esplode la mobilitazione in tutta Italia. Pretendiamo l'immediato ritiro del Decreto sul Diritto allo Studio!

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Le mobilitazioni contro il Decreto ministeriale sul Diritto allo Studio esplodono in tutta Italia. Nella giornata di ieri le studentesse e gli studenti dell'Università degli Studi di Siena, dopo una partecipatissima assemblea serale, hanno deciso di occupare il "Polo "Mattioli" (Dipartimenti di Scienze Politiche e Giurisprudenza).

A Lecce gli studenti dopo l'Assemblea pubblica nell’aula B1 del Palazzo Codacci-Pisanelli gli studenti sono partiti in corteo bloccando le principali arterie della città, per raggiungere la sede territoriale dell’A.di.s.u. Puglia.

In seguito, il corteo ha occupato la Casa dello Studente di Via Adriatica, riunendosi in assemblea, in cui si è presa la decisione di occupare tutte le residenze universitarie. A Bari si sono svolte assemblee in tutte le residenze studentesche da cui è partito un corteo che ha raggiunto la sede dell'Agenzia regionale per il Diritto allo Studio.

[LECCE]: Gli studenti occupano la Casa dello Studente Via Adriatica!#nodecreto

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Questo pomeriggio si è tenuta l’Assemblea pubblica nell’aula B1 del palazzo Codacci-Pisanelli, dove i rappresentanti degli studenti di Link-Udu Lecce hanno esposto i motivi per cui contestano il nuovo decreto sul diritto allo studio e i rappresentanti delle residenze universitarie di Lecce hanno descritto la drammatica situazione che il Decreto, se approvato, prefigurerebbe.

Al termine dell’assemblea, il corteo di studenti ha bloccato la principale strada di accesso alla Città, per raggiungere la sede territoriale dell’Adisu Puglia.

Circa 200 studenti sono riusciti a bloccare il traffico nei centri nevralgici della Città, nell’orario di punta. La Rotonda del Bar Commercio è rimasta bloccata per circa mezz’ora.

Dopo, il corteo ha occupato la Casa dello Studente di Via Adriatica, riunendosi in Assemblea, in cui si è presa la decisione di occupare tutte le residenze universitarie.

La mobilitazione studentesca non si ferma qui.

A placarla non sono bastate le notizie, palesemente false, trapelate oggi sul suo presunto dietro - front riguardo al decreto “Determinazione dei livelli essenziali e requisiti di eleggibilità delle prestazioni per il diritto allo studio universitario”! Il Ministro non creda di ingannare gli studenti!

La bozza del decreto che verrà presentato in conferenza stato regioni, contiene delle modifiche formali, ma che non alterano l’impianto leghista e iniquo della proposta del Governo!

La colossale bufala diffusa dalle agenzie stampa per cui sarebbe stata eliminata la fasciazione per aree geografiche (nord, centro, sud e isole) non trova riscontro nei documenti ufficiali. Infatti, in questi si parla unicamente di un range di limite ISEE da imporre a propria scelta mantenendo però sempre quei limiti presentati nelle prime versioni del decreto. Per esempio, la regione Puglia dovrà decidere a che livello impostare il limite ISEE massimo per accedere al sistema di diritto allo studio, in una fascia (decisa dal decreto) tra 15.000 e 17.000 euro.

 

La nuova bozza, inoltre, non modifica i criteri di merito che, come già denunciato, sono stati profondamente irrigiditi nelle prime versioni e costituiscono il maggior ostacolo all’accesso alle borse di studio, rimanendo esclusa la possibilità di usufruire del “bonus crediti”.

Se il Governo vuole prendersi la responsabilità di un gesto così grave, non solo nei contenuti, ma anche nel metodo totalmente anti-democratico, a pochi giorni dalle elezioni, sappia che non avremo remore nel ricordare a tutti, che cos’è il movimento studentesco!

Il Prossimo appuntamento nell'agenda di mobilitazione è il SIT-IN DAVANTI ALLA SEDE A.Di.S.U di Lecce, DOMANI, ore 11.00, mentre a Roma si discuterà del Decreto nella Conferenza Stato-Regioni!

 

Assemblea Pubblica in Ateneo

Corteo spontaneo

 

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[SIENA] Gli studenti occupano il Polo Mattioli!#nodecreto

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Assemblea a mattioli riguardo il decreto che si discuterà domani alla conferenza Stato-Regioni. Gli studenti aprono il dibattito riguardo un decreto che, portato avanti da un governo che fra meno di tre settimane verrà rinnovato, potrebbe minare il diritto allo studio di tantissimi studenti che devono poter continuare il loro percorso!

"Sono Giacomo Simoncelli, studente borsista che ora si trova alla residenza universitaria di Sperandie. Ciò che prima di tutto volevo dire è che questo decreto è assurdo nel dividere lo stato in fasce di limite ISEE, discriminando gli studenti di una regione invece di un’altra, costringendoli spesso a recarsi in altre zone per poter avere i soldi necessari per studiare e continuare il proprio percorso didattico: questo non è favorire la mobilità, è costrizione. Si aggiunge poi, oltre all’aumento dei crediti minimi per ottenere la borsa di studio, anche la scomparsa dei crediti bonus, che permettono a chi necessità di soli pochi crediti di poter riottenere la borsa di studio e poter continuare il proprio percorso. Parlando da borsista, so bene quanto sarebbe difficile vivere senza borsa di studio. Senza di essa, molti sarebbero costretti a dividersi tra un lavoro per poter avere i soldi necessari alla sopravvivenza e allo studio, oppure rinunciare direttamente a quest’ultimo. Ed è ancora più assurdo il fatto che questo decreto, assolutamente fondamentale e pericoloso per il diritto allo studio, sia portato avanti da un governo, che, a camere sciolte, verrà rinnovato tra meno di tre settimane. È per questo che è necessario, oltre agli appelli e all’informazione, un’azione davvero visibile che possa dare un segnale chiaro e forte a chi parteciperà alla conferenza Stato-Regioni, per mostrare quali sono le vere istanze e necessità degli studenti a chi dovrà decidere il futuro di tantissimi ragazzi davvero bisognosi di avere un appoggio per poter portare a termine il proprio percorso formativo."


 

[BARI] Gli studenti occupano l'Adisu.

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Oggi le studentesse e gli studenti di Bari, tutte le associazioni studentesche, i collegi della città e l'Accademia delle Belle Arti hanno dichiarato lo stato di agitazione.

Ribadiamo la nostra forte contrarietà al decreto Profumo che prevede:

1)l’espulsione dal sistema di diritto allo studio regionale di migliaia di studenti e studentesse restringendo i criteri di accesso ad esso. La conseguenza immediata è l’abbandono dall'università da parte di quegli studenti (specialmente nel sud Italia) che in assenza dei sussidi, che dovrebbero essere garantiti dalla Costituzione, non potranno più sostenerne i costi necessari per proseguire gli studi;

2)l'esodo forzato dal sud al nord di tantissimi studenti con ISEE superiore a 14.300 di conseguenza l’ulteriore svuotamento delle università del sud;

3)migliaia di studenti che all’università non si iscriveranno mai.

Nessun passo indietro: Ministro Profumo ritiri il decreto!

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Il Ministro Profumo fa sapere che la bozza del decreto sul diritto allo studio è stata modificata rispetto alla prima versione e che la nuova bozza, tenendo conto delle osservazioni degli studenti, sarebbe migliorativa rispetto alla prima versione.

Abbiamo avuto modo di analizzare la nuova bozza e siamo convinti che non sia così, se è vero che si riscontrano dei miglioramenti minimi rispetto all’importo complessivo delle borse, in realtà rispetto ai criteri di reddito e di merito non vi è nessuna inversione di tendenza.

Notiamo, infatti, che permangono le ingiuste differenze tra Nord e Sud rispetto ai criteri di reddito, e vengono introdotti soltanto dei range per il valore massimo del valore ISEE: da 19.000 a 21.000 per le regioni del Nord, da 17.000 a 18.500 per le regioni del centro e da 15.000 a 17.000 per le regioni del Sud. Le regioni dovranno collocarsi in questo range sulla base delle risultanze storiche delle borse assicurate, un criterio che penalizza pesantemente gli studenti delle regioni meno virtuose, danneggiate da anni di tagli al Fondo integrativo.

Importante anche la norma che riguarda la definizione di “fuorisede”, status che viene riconosciuto solo a coloro che impiegano un tempo superiore a 75 minuti per raggiungere la sede universitaria, viceversa si é  considerati pendolari. Una norma che determina di fatto un’ulteriore esclusione di molti studenti dall’accesso alla borsa di studio d’importo maggiore e del posto alloggio. Rimangono anche i criteri di merito restrittivi, come nella bozza precedente; siamo convinti che tali criteri riducano la possibilità per molti studenti di risultare idonei beneficiari di borsa di studio.

Nella sostanza l’impianto del decreto rimane immutato. In queste ore da Nord a Sud si stanno moltiplicando gli appelli, le assemblee e le azioni di protesta contro l’approvazione del decreto. Il Ministro Profumo deve ritirarlo soprattutto in considerazione dell'ondata di proteste studentesche diffusasi in pochi giorni in tutta Italia”.

Gli studenti proseguono le 48 ore di stato di agitazione negli atenei e nelle residenze studentesche e rilanciano delle azioni dimostrative a Roma durante la discussione della Conferenza Stato-Regioni prevista per le ore 15:30.

Per le mobilitazioni saranno utilizzati su Twitter i seguenti hashtag: #nodecreto #borseggiatori #dirittoallostudio