Thu05232013

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Presidio sotto la Regione Toscana contro il Decreto sul DSU!

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La discussione in Conferenza Stato-Regioni sul decreto sui Livelli Essenziali delle Prestazioni per il Diritto allo Studio (che definiscono i livelli qualitativi e quantitativi delle borse di studio per studenti universitari e i criteri per accedervi) è stata spostata grazie alle proteste degli studenti dal 7 Febbraio al 21, infine al 28.

Saperi e cultura contro tutti i fascismi!

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Quando la possibilità di esprimere le proprie idee politiche viene impedita ci si trova di fronte ad un fatto molto grave. Se poi si aggiunge che la censura viene posta in essere con metodologie di stampo fascista e squadrista l'avvenimento assume contorni inaccettabili. Se a tutto questo, però, si aggiunge che il luogo in cui é stato perpetrato questo atto di violenza politica é un'Università, luogo per eccellenza deputato ad indagare corsi e ricorsi storici, allora i fatti in questione denotano un profondo arretramento profondo della società e un pericoloso revival di ideologie liberticide e vergognose.


La ricostruzione sopra riportata non riguarda avvenimenti lontani nel tempo, purtroppo é quanto accaduto il 12 febbraio presso l'Università degli Studi di Verona, dove un gruppo di fascisti, vicini al movimento omofobo e razzista Casa Pound Italia, hanno materialmente braccato nei locali dell'Università studentesse e studenti dei collettivi Pagina 13 e Studiare con Lenntezza, colpevoli di aver organizzato un incontro di studi sul tema delle Foibe e del revisionismo, alla presenza della professoressa Alessandra Kersevan. Mostre fotografiche, irruzione nell'Ateneo caschi alla mano, insulti e infine spray urticante per "bonificare" l'aula in cui si stava svolgendo la conferenza.

I fascisti, vecchi e nuovi, li conosciamo e combattiamo da decenni, ma questa volta dobbiamo fare i conti la vergognosa e deplorevole complicità del Prof. Alessandro Mazzucco, Rettore dell'Università di Verona, che ha dapprima invitato ad annullare l'iniziativa, poi, dopo aver ricevuto il diniego degli studenti e del docente coinvolto, ha annullato la stessa ed infine ordinato al Responsabile Amministrativo dell'Università di impedirla con ogni mezzo (persino staccando la corrente elettrica nell'intero plesso).

Le motivazioni addotte dal Rettore sono forse ancor più inaccettabili dei gesti da lui ordinati: "(...) c'é un tempo per la pietà ed uno per la scienza"; questa frase riassume il pensiero del Rettore Mazzucco, pensiero con cui ha giustificato la richiesta di annullamento dell'incontro sulle Foibe.

Come studentesse e studenti antifascisti intendiamo esprimere la nostra più totale solidarietà nei confronti dei compagni e delle compagne dei Collettivi Pagina 13 e Studiare con Lentezza, ribadendo per l'ennesima volta che i fascisti e i fascismi non hanno e non dovranno mai avere cittadinanza nelle nostre università e nelle nostre città.

I Saperi e la Conoscenza non potranno mai essere recintati nelle gabbie del "socialmente accettato".

Continueremo a praticare ogni giorno la cultura dell'Antifascismo anche contro quelle istituzioni conniventi; a quelle istituzioni dell'Università di Verona suggeriamo di prendere esempio da alcune delle parole scritte nel 1943 da Concetto Marchesi, Rettore dell'Università di Padova, ai suoi studenti invitandoli a riprendersi la democrazia e la libertà contro l'oppressore nazi-fascista:
"Studenti: mi allontano da voi con la speranza di ritornare a voi maestro e compagno, dopo la fraternità di una lotta assieme combattuta. Per la fede che vi illumina, per lo sdegno che vi accende, non lasciate che l'oppressore disponga della vostra vita, fate risorgere i vostri battaglioni, liberate l'Italia dalla schiavitù e dall'ignominia, aggiungete al labaro della vostra Università la gloria di una nuova più grande decorazione in questa battaglia suprema per la giustizia e per la pace nel mondo."

Inaccettabile l'anticipo di 3 mesi dei test di Medicina e Architettura. Il Ministro ritiri subito il decreto!

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Apprendiamo dal Ministero la pubblicazione del decreto che fissa le date per sostenere i test per accedere alle facoltà a numero programmato il 23 e 24 luglio 2013, anticipando di oltre un mese la data classica di svolgimento dei test negli ultimi anni e fissando addirittura per l'8, 9 e 10 aprile 2014 la data per l'anno successivo.

Il decreto Profumo slitta ma gli studenti non abbassano la guardia!

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Apprendiamo con soddisfazione che la riunione della Conferenza Stato-Regioni in cui si sarebbe discusso il Decreto di riforma dei L.E.P., prevista per il 21 febbraio prossimo, è stata rinviata al 28 dello stesso mese.

Siamo contenti che il Ministro Profumo non sia riuscito nel suo intento irresponsabile di approvare il decreto sul Diritto allo Studio in piena campagna elettorale.

Questa scelta è evidentemente frutto delle innumerevoli proteste organizzare dalle studentesse e dagli studenti di tutte le regioni del nostro paese.

Gli Studenti a Monti: vogliamo risposte non vane promesse!

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Oggi il senatore Mario Monti ha dichiarato che il suo programma prevede di investire 8 miliardi sulla scuola in 5 anni, allo stesso tempo però in queste settimane è in corso l'ennesimo attacco all'Università italiana e in particolar modo al Diritto allo Studio che rischia di essere definitivamente distrutto dal taglio del 92% del Fondo per le borse di studio preventivato proprio dal suo governo e dal Decreto sui L.E.P. che sarà discusso il 21 febbraio nella Conferenza Stato-Regioni.


Il Governo continua a strumentalizzare i temi dell'università e della scuola.
Il Presidente del Consiglio Monti continua fare promesse sul futuro dei giovani, come quella su un ipotetico investimento di 8 miliardi in 5 anni ma la dura verità è che i provvedimenti in corso di approvazione distruggono le speranze di accesso all'Università di migliaia di studentesse e studenti tagliando i fondi per le borse di studio del 92% già per l'anno prossimo.

La diminuzione vertiginosa dei fondi per il diritto allo studio prevista nel bilancio preventivo del MIUR, l'inasprimento dei criteri di merito e l'aumento del livelli ISEE per l'ottenimento delle borse di studio sono atti politici gravissimi che non potranno che aggravare la già critica situazione delle immatricolazioni, così come denunciata dal rapporto dell CUN della settimana scorsa.

Ci auguriamo che venga bloccata la discussione su questo decreto e che venga fermato questo ennesimo taglio da parte di questo governo.
Inoltre come studentesse e studenti che in questi anni si sono mobilitati per difendere l'università pubblica auspichiamo che le forze politiche, se davvero vorranno tenere fede ai programmi elettorali su Università e Ricerca presentati in questi mesi, esplicitino una presa di posizione netta ed immediata sui temi da noi denunciati.