
Quando la possibilità di esprimere le proprie idee politiche viene impedita ci si trova di fronte ad un fatto molto grave. Se poi si aggiunge che la censura viene posta in essere con metodologie di stampo fascista e squadrista l'avvenimento assume contorni inaccettabili. Se a tutto questo, però, si aggiunge che il luogo in cui é stato perpetrato questo atto di violenza politica é un'Università, luogo per eccellenza deputato ad indagare corsi e ricorsi storici, allora i fatti in questione denotano un profondo arretramento profondo della società e un pericoloso revival di ideologie liberticide e vergognose.
La ricostruzione sopra riportata non riguarda avvenimenti lontani nel tempo, purtroppo é quanto accaduto il 12 febbraio presso l'Università degli Studi di Verona, dove un gruppo di fascisti, vicini al movimento omofobo e razzista Casa Pound Italia, hanno materialmente braccato nei locali dell'Università studentesse e studenti dei collettivi Pagina 13 e Studiare con Lenntezza, colpevoli di aver organizzato un incontro di studi sul tema delle Foibe e del revisionismo, alla presenza della professoressa Alessandra Kersevan. Mostre fotografiche, irruzione nell'Ateneo caschi alla mano, insulti e infine spray urticante per "bonificare" l'aula in cui si stava svolgendo la conferenza.
I fascisti, vecchi e nuovi, li conosciamo e combattiamo da decenni, ma questa volta dobbiamo fare i conti la vergognosa e deplorevole complicità del Prof. Alessandro Mazzucco, Rettore dell'Università di Verona, che ha dapprima invitato ad annullare l'iniziativa, poi, dopo aver ricevuto il diniego degli studenti e del docente coinvolto, ha annullato la stessa ed infine ordinato al Responsabile Amministrativo dell'Università di impedirla con ogni mezzo (persino staccando la corrente elettrica nell'intero plesso).
Le motivazioni addotte dal Rettore sono forse ancor più inaccettabili dei gesti da lui ordinati: "(...) c'é un tempo per la pietà ed uno per la scienza"; questa frase riassume il pensiero del Rettore Mazzucco, pensiero con cui ha giustificato la richiesta di annullamento dell'incontro sulle Foibe.
Come studentesse e studenti antifascisti intendiamo esprimere la nostra più totale solidarietà nei confronti dei compagni e delle compagne dei Collettivi Pagina 13 e Studiare con Lentezza, ribadendo per l'ennesima volta che i fascisti e i fascismi non hanno e non dovranno mai avere cittadinanza nelle nostre università e nelle nostre città.
I Saperi e la Conoscenza non potranno mai essere recintati nelle gabbie del "socialmente accettato".
Continueremo a praticare ogni giorno la cultura dell'Antifascismo anche contro quelle istituzioni conniventi; a quelle istituzioni dell'Università di Verona suggeriamo di prendere esempio da alcune delle parole scritte nel 1943 da Concetto Marchesi, Rettore dell'Università di Padova, ai suoi studenti invitandoli a riprendersi la democrazia e la libertà contro l'oppressore nazi-fascista:
"Studenti: mi allontano da voi con la speranza di ritornare a voi maestro e compagno, dopo la fraternità di una lotta assieme combattuta. Per la fede che vi illumina, per lo sdegno che vi accende, non lasciate che l'oppressore disponga della vostra vita, fate risorgere i vostri battaglioni, liberate l'Italia dalla schiavitù e dall'ignominia, aggiungete al labaro della vostra Università la gloria di una nuova più grande decorazione in questa battaglia suprema per la giustizia e per la pace nel mondo."