
Presentiamo in questo documento alcune nostre riflessioni sul numero chiuso e proviamo a spiegare perché siamo contrari ad ogni barriera all'accesso e contestiamo la nuova riorganizzazione del numero chiuso a medicina con l'accorpamento delle sedi voluta dal ministro Profumo.
Ormai è evidente a tutti come i test a numero chiuso ledano il diritto allo studio, ricordiamoci che anche il Consiglio di Stato ha rinviato alla Consulta la questione delle legittimità di questi test, in quanto il numero chiuso vìola la libertà dello studente di poter scegliere liberamente la facoltà da frequentare, per seguire le proprie aspirazioni e pertanto consideriamo la battaglia per la sua abolizione ancora aperta.
Il test d'ingresso viene oggi troppo spesso utilizzato in molte facoltà esclusivamente per limitare l'accesso degli studenti, poiché non esistono oggi strutture adeguate nei nostri atenei o docenti sufficienti per aprire nuovi corsi di laurea, invece di puntare a migliorare il servizio fornito agli studenti e ad assumere i tanti precari si preferisce impedire agli studenti l'accesso all'università.
Negli ultimi anni la discussione sull’accesso limitato era ferma al numero programmato, specialmente quello relativo ai corsi di laurea delle aree scientifiche.
Questo test, non sempre basato sulle conoscenze che uno studente si suppone abbia acquisito durante il suo precedente corso di studi, ha la facoltà di decidere sul futuro di migliaia di ragazzi.
Se prima la limitazione era stata prevista a livello nazionale per la facoltà di Medicina e Chirurgia, ben presto, si è avuto un effetto domino. In tutta Italia, le diverse facoltà scientifiche hanno programmato il numero di accesso nei diversi corsi di laurea, giustificando questa scelta con motivazioni quali: necessità di qualità e necessità logistiche.
Il dato reale è che alla base c’è un interesse politico che sta cercando di spostare le risorse pubbliche verso le strutture private, poiché le carenze sia in ambito organizzativo che didattico sono l’ovvio risultato di scelte fatte nei diversi anni dai governi che, periodicamente, attuano tagli ai fondi di sovvenzionamento delle università pubbliche per trasferirli verso enti privati. Questo ha causato, in quasi tutta Italia, un blocco delle assunzioni e una mancata occasione per il miglioramento delle strutture universitarie che, a fronte delle nuove immatricolazioni, hanno evidenziato ed aggravato le già note carenze. Nel frattempo l’accesso limitato sta plasmando giovani impossibilitati nel poter raggiungere i propri obiettivi e, soprattutto, una generazione di scontenti e disillusi del proprio avvenire, alimentando in questa maniera la frustrazione di gente che vede nel precariato l’unica certezza futura.
Il Ministro Profumo, diversamente da quanto annunciato, non si è mostrato per nulla tranquillo, e cambia le regole del numero chiuso all’università con il Decreto Ministeriale 28 giugno 2012 n. 196, che fissa modalità graduatorie “territoriali” per i test di ingresso a Medicina, Odontoiatria, Medicina Veterinaria e Ingegneria Edile/Architettura. La questione è che queste graduatorie non fanno altro che causare problemi anziché risolverne. Sono state unite Università di diversa grandezza e peculiarità tra di loro, non facendo altro che creare un Ateneo “preferito” per ogni gruppo e poi tutti gli altri a seguire. Le aggregazioni territoriali non sono neppure di province limitrofe(si parla in alcuni casi persino di 3 regioni diverse).
Lo studente si trova davanti degli ostacoli come quello di non avere la sicurezza di rimanere nella propria città scelta, molto probabilmente di non trovare un alloggio o persino non poter rimanere in casa, bisogna che depositi i propri documenti ISEE nelle diverse Aziende Regionali al Diritto allo Studio, bisogna, inoltre, che controlli quotidianamente il sito del MIUR per rispondere ai messaggi del Cineca, per evitare di ritrovarsi non immatricolato a causa dei tempi ristretti di lavoro delle segreterie. E' giusto porre uno studente davanti la decisione di non poter iscriversi all'università non potendo permettersi una vita da fuori sede?
La nostra idea è da sempre stata quella della selezione naturale. Molto spesso i corsi di laurea con il numero programmato sono corsi con una forte selezione interna, causata dalla grande mole di lavoro che bisogna sostenere. Tanti degli studenti che hanno passato il test hanno rinunciato alla carriera universitaria, lasciando vacanti quei posti previsti dal ministero. Un sistema di propedeuticità e di soglie anno per anno permetterebbe di formare studenti e professionisti sempre più competenti, dove verrà valutato non tanto lo studente all'inizio, ma durante gli anni, valorizzando in questa maniera la motivazione dei tanti che non passano attualmente il test.
Rifiutiamo la truffa dei test a numero chiuso e la sua graduatoria, pretendiamo che si inizi un percorso di ripubblicizzazione dell'Università italiana, incentrato sul rifinanziamento delle borse di studio, sull'innovazione della didattica e sull'investimento per la formazione e la ricerca, che consenta un reale e libero accesso ai saperi per tutti gli studenti e le studentesse del nostro paese.
Quali sono gli accorpamenti delle facoltà di medicina, come fare per iscriversi senza incorrere in errori? ecco tutte le risposte