Wed05222013

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Toscana: La rivoluzione è dei diritti, non della concorrenza!

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In un momento così gravido di difficoltà per il nostro Paese, riteniamo essenziale garantire e promuovere diritti materiali che contribuiscano a parificare le condizioni sociali ed economiche degli studenti all'inizio del percorso formativo universitario. Il sistema di diritto allo studio contribuisce a parificare i mezzi con cui prende inizio una carriera accademica: il provvedimento approvato qualche giorno fa dalla commissione cultura della Regione Piemonte, con cui si introduce la media del 25 per risultare idonei alla borsa, unito al progressivo definanziamento disposto dal governo regionale, esalta un'idea di "rivoluzione meritocratica" che rappresenta un autentico salto all'indietro per il diritto alla conoscenza in favore dei "capaci e meritevoli, seppur privi di mezzi".

Per questi motivi Sinistra Per..., Studenti di Sinistra di Firenze e Link Siena esprimono solidarietà e vicinanza agli Studenti Indipendenti di Torino che lottano contro un modello che è diametralmente opposto a quello di un reale diritto allo studio. Alla sempre maggiore incidenza di idee come "merito" e "concorrenza" entro il sistema universitario, come svelato dal DDL presentato dal ministro Francesco Profumo, opponiamo e promuoviamo, con campagne di sensibilizzazione, informazione e lotta, la "rivoluzione dei diritti": è compito dei governi tornare a investire nell'istruzione pubblica e nel diritto allo studio, correggendo l'anomalia italiana del sistema accademico che richiede maggiori contributi agli studenti rispetto a tutta l'Europa ma fornisce un numero infinitamente minore di garanzie.

L'impegno dei movimenti e dei sindacati degli universitari, nella Regione Toscana, si è sempre posto in favore di quel "modello", formulato nei nostri territori, che abbina ad una vasta mole di finanziamenti pubblici l'impegno a far sì che la borsa di studio non sia un cappio meritocratico, ma uno strumento che dà fiducia allo studente e conferisce al numero di esami, fatti nel corso dell'anno, la conferma della prosecuzione del suo percorso formativo. Ogni borsa di studio è "ben spesa" quando lo studente prosegue il suo percorso formativo: il "merito", ossia il buon risultato delle sue prestazioni accademiche, è un momento successivo, che non può porsi come ostacolo. Ciò è evidente nel caso dello strumento della media del voto, standard puramente arbitrario e che non tiene conto delle diversità di organizzazione didattica delle università e che rompe, laddove applicato diversamente fra facoltà e corsi di studio, l'idea stessa del valore legale del percorso formativo.

Visti gli attuali dispositivi legislativi, a partire dal decreto 436 che aumenta le tasse regionali per il DSU, e l'intenzione espressa dalla Regione Toscana nel sul Piano d'Indirizzo Generale Integrato di affidarsi a nuovi strumenti "meritocratici", annunciamo sin da subito una ferma condanna di questa prospettiva e la nostra intenzione di costruire percorsi partecipati e democratici, a partire dal prossimo bando borse di studio 2012-2013, con cui ribadire la centralità del diritto allo studio e la contrarietà rispetto a proposte che declassano i nostri diritti a "lussi" da abbattere con la scure del merito.

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