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La nuova truffa del governo: il decreto legge sul "merito"

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Recentemente siamo venuti a conoscenza della volontà del governo di presentare un disegno di legge sul merito che andrà presto in discussione alle Camere.
Abbiamo analizzato i contenuti di questa bozza di legge di cui al momento siamo venuti a conoscenza e che sono anche stati diffusi recentemente su più quotidiani.

L'impianto generale del testo, in fase di scrittura da parte del governo, ha un tratto assolutamente ideologico, la parola “merito” viene citata innumerevoli volte la maggior parte delle quali a sproposito.
Inoltre tutte le misure che vengono proposte dal governo definiscono dei criteri di merito generali senza mai tenere conto delle condizioni socio-economiche di partenza degli studenti, non viene mai considerato che il raggiungimento di taluni obiettivi spesso è legato alla condizione economica di chi li consegue.


Inoltre come dimostrato dalle recenti indagini di AlmaLaurea nel nostro paese chi più studia meno lavora e meno guadagna, crediamo che se veramente si vuole incentivare il merito di chi studia questo vada fatto in modo da garantire a tutti di trovare un lavoro per poter esprimere le competenze acquisite nel corso degli anni.
Riteniamo sia alquanto superficiale presentare un disegno di legge assolutamente ideologico sul merito e privo di reali contenuti senza però pensare ad investire sul futuro dei giovani: sulle borse di studio e sul welfare studentesco per permettere a tutti di poter studiare.

Analisi generale del testo

Nel suo insieme il testo non presenta un cambiamento generale ma piuttosto un insieme di singole provvedimenti e modifiche a leggi esistenti che secondo il governo dovrebbero incentivare il merito
Il testo prevede misure riguardanti scuola e università che coinvolgeranno sia gli studenti che i giovani ricercatori.
Il governo prevede di portare il testo in discussione al parlamento in tempi brevi, aspettiamo di vedere se modificheranno la bozza esistente.

Punti specifici

Merito nelle scuole e nelle università

Due articoli del documento sono assolutamente vuoti di contenuti e privi di provvedimenti che il governo intende mettere in campo, viene solamente scritto che le scuole e le università valorizzano il merito degli studenti.

Questi due articolo sono inutili ed evidenziano il carattere profondamente ideologico del testo che più che un disegno di legge a volte ci appare quasi come un manifesto elettorale.


Master class

Il governo ogni anno definirà il piano annuale delle olimpiadi di matematica, chimica, informatica, italiano... e individua altre altre competizioni di livello equivalente, creando quindi di nuove.
Gli studenti che si classificheranno ai primi tre posti per ciascuna di queste competizioni parteciperanno a questi corsi di approfondimento denominati mater class che veranno istituite dal ministro.

Non viene assolutamente specificato a cosa possano servire queste master class se non come strumento di propaganda?


Studente dell'anno

Le scuole individueranno tra i diplomati con 100 e 100 e lode lo studente più meritevole al quale viene attribuito il titolo di “studente dell'anno”
A questi studenti verrà ridotto del 30% il costo di iscrizione per il primo anno all'università, gli viene assegnata una carta “IoMerito” con gli stessi benefici di quella “IoStudio” (oggi accessibile per tutti gli studenti) però con la possibilità di ricevere tramite questa carta che funge da borsellino elettronico una borsa di studio aggiuntiva.
Con un successivo decreto il ministro dell'università e della ricerca stabilirà i criteri attraverso i quali si consegue il titolo, l'entità di queste borse di studio ed eventuali sconti o servizi aggiuntivi.

Come accade oramai da alcuni anni vengono presentati dei decreti senza mai specificare criteri e entità delle borse assegnate e non si esplicitano mai le risorse che dovrebbero essere messe in campo.
Inoltre in un paese dove per il 2103 è previsto uno stanziamento per le borse di studio pari a 13 milioni riteniamo che la prima priorità debba essere garantire a tutti, in particolare a quelli non in possesso delle condizioni economiche sufficienti di poter continuare a studiare.


Portfolio dello studente

Il Miur istituirà il portfolio dello studente un database online contente i dati del percorso scolastico dello studente e i titoli conseguiti grazie alle master class, i titoli di “studente dell'anno”, le certificazioni di lingue e quelle informatiche (Patente europea del computer).
Questo Portfolio sarà consultabile sul sito del Miur sia dallo studente che da soggetti imprenditoriali che dichiarano di voler attivare stage e tirocini.

Appare chiaro come l'unico motivo per cui venga creato questo Portfolio sia quello di poter permettere alle imprese di avere costantemente sotto controllo ogni passaggio del percorso formativo dello studente, trasformando il percorso di studio in una specie di carriera che deve tener conto di tutti i titoli conseguiti.

Appare chiaro, è doveroso aggiungerlo, come i risultati delle rilevazioni INVALSI, somministrate censuariamente a tutta la popolazione studentesca del I e del II ciclo, diventino dati importanti e appetibili per i portfoli degli studenti; detto altrimenti si fa concreta e quindi più inquietante la possibilità di registrare tutte le tappe formative dello studente, dalle elementari al diploma: una schedatura che inizia a 7 anni e confluisce nel curriculum vitae.


Valorizzazione sistema scolastico

Il governo varerà a seguito di questo decreto un piano per la valutazione del sistema scolastico nazionale secondo questi principi:

Scuole di ogni ordine e grado:
valorizzazione del merito e del principio di autonomia scolastica
valutazione della “performance organizzativa” delle scuole attraverso:
1. livello di efficacia dei modelli di partecipazione dei genitori e degli studenti alla vita democratica della scuola
2. livello di collaborazione con istituzioni culturali ed economiche
3. capacità di attivare scambi interculturali con istituzioni scolastiche europee ed internazionali
4. livello di partecipazione ai percorsi comunitari

Scuole del primo ciclo:
valutazione della “performance organizzativa” delle scuole del primo ciclo attraverso:
1. gli esiti delle rilevazioni periodiche nazionali e internazionali (es. OCSE PISA, INVALSI)
2. le scelte operate dagli studenti sulla prosecuzione degli studi anche sulla base del consiglio orientativo fornito nella valutazione finale di ogni studente.

Scuole del secondo ciclo
valutazione della “performance organizzativa” delle scuole del secondo ciclo attraverso:
1. piani dell'offerta formativa orientati al rilascio di certificazioni internazionali (es. CEFR per le lingue, ECDL -patente europea)
2. numero di studenti che hanno conseguito il diploma in regola con i tempi
3. risultati sulla prevenzione dell'abbandono formativo
4. successo delle scelte operate dopo il conseguimento del diploma (percorsi di insermento nell'università o nel mondo del lavoro)
5. numero di studenti che hanno partecipato alle olimpiadi nazionali, internazionali o a prove equivalenti.

Le scuole che risulteranno aver conseguito un miglioramento notevole della qualità del servizio e dell'offerta formativa potranno ricevere delle risorse aggiuntive per la costruzione di laboratori o per interventi di innovazione tecnologica.

In un momento di estrema carenza di risorse e a seguito di 8 miliardi di tagli alla scuola il governo ritiene utile investire non sull'intero sistema scolastico ma solo su singole scuole condannando di fatto le altre all'abbandono.

Misure per l'internazionalizzazione

Sono previste alcune piccole misure, la maggior parte delle quali riguardanti la modifica della legge Gelmini che prevederebbero la pubblicazione dei bandi per i ricercatori anche in lingua inglese sui siti degli atenei oppure la possibilità per i docenti o i ricercatori a tempo indeterminato di andare ad insegnare in altre università anche stranieri sulla base di specifici accordi tra atenei.

Queste modifiche di fatto non producono cambiamenti considerevoli sulla legge e non miglioreranno realmente l'internazionalizzazione dei nostri atenei.

Orientamento e ammissione a studi universitari

Viene esplicitato che le università sulla base di linee guida definite dal ministero e sentita la Crui organizzano momenti di orientamento per gli studenti della scuola superiore.
Inoltre nel decreto si prevede che sia vincolata l'iscrizione all'università al superamento di prove finalizzate all'accertamento e della predisposizione per le discipline oggetto dei corsi medesimi.
Il Miur stabilirà le modalità di svolgimento delle suddette prove e i contenuti delle prove che potranno anche essere comuni a più atenei.

Crediamo che questa misura sia assolutamente sbagliata, per quanto da questa prima bozza non si comprenda se si tratti di un numero chiuso, al momento infatti non è previsto un numero limitato di posti per l'accesso ai corsi, oppure se più probabilmente si tratti di prove di accertamento delle competenze iniziali.
Riteniamo infatti che si dovrebbe investire sulla formazione dei giovani aumentando il numero di docenti e di risorse disponibili, in particolare tenendo conto delle recenti rilevazioni di AlmaLaurea che mostrano come solamente il 29,8% dei diciannovenni si iscrivano all'università (uno dei dati peggiore d'Europa).
La volontà del governo pare essere quella di andare verso un università con un numero sempre maggiore di barriere all'accesso e un numero di studenti in continuo calo, in assoluta controtendenza rispetto ai parametri e alle indicazioni europee, inoltre abbiamo paura che questo decreto invece di migliorare la selezione e la formazione degli studenti serva solamente per istituire il numero chiuso ovunque fosse possibile, come purtroppo sta già avvenendo in molte università.


Ampliamento offerta formativa

Viene ammessa la contemporanea iscrizione a due corsi di laurea triennale, specialistica, magistrale di dottorato o ai master.
L'iscrizione ad un secondo corso di laurea triennale o magistrale viene permesso solo se lo studente ha conseguito nel primo anno almeno l'80% dei crediti formativi previsti per il primo corso a cui è iscritto.

Per quanto questa norma sembri poco rilevante ci domandiamo cosa comporti nello specifico sia in termini di costi economici per lo studente, sia organizzativi per l'università.
Non vediamo inoltre la necessità per uno studente di iscriversi a più corsi di laurea, vediamo invece si l'esigenza da parte del governo di costruire un operazione demagogica.


Anticipazione della conclusione degli studi universitari

Gli studenti che hanno ottenuto i crediti formativi previsti per lo specifico corso di studi con una media non inferiore a 28/30, possono sostenere l'esame con un anno di anticipo.
Gli studenti iscritti ai corsi di dottorato possono conseguire il relativo diploma con un anno di anticipo previo giudizio di idoneità da parte del collegio dei docenti entro il secondo anno.

Crediamo che sia sbagliata questa norma, non vediamo infatti la necessità di affrettare i tempi di laurea, questo governo e quello precedente oltre varare misure punitive nei confronti dei fuori corso pensano di accelerare i processi formativi.
Serve invece evitare quel fenomeno delle laurea accelerate che negli anni aveva portato molti studenti ad uscire impreparati dai percorsi formativi.
Inoltre oggi, visti anche i recenti dati di Almalaurea, riteniamo avrebbe senso per quegli studenti che terminano gli esami in anticipo spingerli a continuare il percorso formativo universitario con percorsi di formazione paralleli.


Merito e Lavoro

Le università forniscono annualmente al ministero un elenco contenente le indicazioni del 5% degli studenti che hanno ottenuto i migliori risultati nel conseguimento della laurea entro la durata normale del corso di studi.
Il Miur tramite decreto definisce i criteri che le università dovranno adottare per l'individuazione di questi studenti.
Viene previsto un sistema di incentivi fiscali per le imprese che assumeranno a tempo indeterminato questi studenti entro tre anni dalla laurea.
Questi incentivi varranno per due anni e prevederanno la riduzione del 30% a valore sul reddito imponibile.

Riteniamo profondamente sbagliata questa norma che mira a selezionare degli studenti sulla base del voto di laurea e mai sulle reali capacità.
Inoltre per quanto dei sistemi di agevolazioni fiscali alle imprese possano essere uno strumento utile questo deve essere utilizzato in maniera generalizzata per tutte quelle aziende che assumono e non in maniera selettività.
Crediamo inoltre che si debbano prevedere delle misure di incentivo all'occupazione giovanile, tenuto conto anche dei recenti dati di AlmaLaurea  e che le misure presentate dal governo nella riforma del mercato del lavoro vadano nella direzione opposta.
Si costruisce così un'università classista e si limita la possibilità a tutti gli studenti di avere accesso alla conoscenza anche come ascensore sociale.


Didattica universitaria

I docenti a tempo pieno dovranno garantire 100 ore di didattica frontale, quelli a tempo definito 80 ore.

Non crediamo che questa sia una misura a sostegno del merito, per quanto la riteniamo utile per evitare che alcuni docenti non svolgano attività didattica, nella speranza che questa norma non venga aggirata.
Riteniamo però sia necessario che il governo intervenga per sbloccare il turn-over e aumentare il numero del personale docente.


Misure premiali per l'impegno nella didattica

Viene previsto di poter destinare una quota del fondo per la premialità dei professori e dei ricercatori istituito dalla legge Glemini per assegnare un compenso aggiuntivo, non superiore al 20% di quello totale, per i professori e i ricercatori universitari che abbiano conseguito valutazioni particolarmente pregevoli sulla didattica.

In un momento di totale mancanza di docenti e dopo che il governo ha approvato un atto che limita il turn-over (ex-decreto 437), crediamo sia sbagliata la definizione di queste risorse premiali, molto simili ad un premio aziendale per i risultati conseguiti, invece che investire sulle assunzioni dei docenti per permettere a tutti quei precari che in questi anni sono stati espulsi dall'università oppure per tutti coloro ai quali vengono assegnate docenze gratuite di ricevere un salario adeguato.
Invece di pagare adeguatamente chi oggi viene sfruttato o sottopagato il governo preferisce puntare su premi di produzione.

Rafforzamento dell'attività di valutazione della ricerca

Nel testo del decreto si prevede che l'Anvur (agenzia nazionale per la valutazione dell'università e della ricerca) valuti non solamente la produzione scientifica delle università ma anche quella dei centri di ricerca, inoltre l'Anvur definirà i criteri per l'accreditamento dei nuclei di valutazione delle università e degli enti di ricerca.

A causa di questo decreto le università verranno ulteriormente limitate nella scelta dei componenti dei nuclei di valutazione interni agli atenei che dovranno rispettare i criteri stabiliti dall'Anvur, un'agenzia composta da 7 persone nominate dal ministro che di fatto così determinerà non solamente la valutazione dei corsi di laurea o dei prodotti della ricerca come avviene oggi, ma stabilirà anche i criteri che dovranno avere i valutatori nei singoli atenei.

Premio nazionale delle arti

 

Il Miur istituirà il premio nazionale delle arti, la partecipazione sarà aperta a tutti gli studenti iscritti agli studenti iscritti alle istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica, i vincitori del premio avranno una riduzione del 30% delle tasse di iscrizione alle istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica per l'anno successivo.
Il ministero definirà con un decreto successivo i criteri e i requisiti del bando annuale per il premio nonché i criteri e le modalità per l'assegnazione del premio.

Si istituisce un premio che dovrebbe garantire ai vincitori una riduzione delle tasse d'iscrizione ai corsi per l'anno successivo.
Critichiamo fortemente un provvedimento che crea dei premi e  che invece non garantisce un finanziamento adeguato alle istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica.


Copertura finanziaria

Il governo prevede di stanziare dei fondi a valere sul bilancio dello stato e in particolare sul fondo per l'arricchimento e l'ampliamento dell'offerta formativa e per gli interventi perequativi, per coprire le spese riguardanti le master class e il portfolio dello studente.

Non viene specificato l'ammontare delle spese che lo stato dovrà sostenere, per molti articoli del testo viene specificato che non vi dovranno essere oneri aggiuntivi a carico dello stato, non comprendiamo quindi i costi di questi provvedimenti e non capiamo in che modo realmente verranno presi i soldi.