Wed05222013

Last update02:22:40 PM GMT

24/05 Draghi alla Sapienza: non accettiamo lezioni d'austerità!

  • PDF

”Lo impongono i mercati”, “allarme spread”, “ ce lo chiede l’Europa”, “il fardello del debito pubblico ce lo impone” sono dogmi che i movimenti studenteschi di questo Paese hanno rifiutato e continuano a rifiutare. Sono i dogmi imposti da chi, dopo avere prodotto la crisi, si rifiuta di pagarne gli effetti ma anzi ne trae occasione per accrescere tramite sfruttamento e austerità i propri profitti!
Le mobilitazioni studentesche degli ultimi anni, fin da quando nel 2008 urlavamo nelle piazze “noi la crisi non la paghiamo” hanno avuto come obbiettivo le cause profonde della crisi: trent'anni di politiche neoliberiste in nome delle quali si sta affamando mezza Europa!

Dopo l'esplosione della crisi la Banca Centrale Europea, il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale hanno posto come prioritario il salvataggio delle banche, e hanno imposto ai governi europei misure di austerity per uscire dalla crisi. La cosiddetta Troika europea ha così di fatto privato di sovranità i parlamenti nazionali. Nell'agosto scorso Draghi e Trichet firmavano una lettera per “consigliare caldamente” di applicare una serie di misure che avrebbero dovuto, secondo la stessa BCE, favorire l’uscita dalla crisi. Queste lettere hanno avuto da subito la natura del ricatto imposto dei veri e propri diktat imposti ai Governi: i casi greco e italiano lo hanno dimostrato pienamente!

La lettera di Draghi è diventata l'agenda politica del governo monti che in pochi mesi ha messo a segno dei colpi micidiali neanche immaginati dai governi precedenti: gli "accordi" sul lavoro imposti tanto ai sindacati quanto a Confindustria, gli assegni in bianco alle banche ma soprattutto il pareggio di bilancio in costituzione, tramite il quale la spesa sociale e di conseguenza l'applicazione di quegli stessi diritti costituzionali sarà da adesso in poi limitata dai vincoli di un'economia schiacciata sulle esigenze dell'1% della popolazione.

Tutto questo lo abbiamo urlato nelle piazze e nelle strade di Francoforte pochi giorni fa, sotto la sede della BCE di Mario Draghi nel cuore della city finanziaria europea. Abbiamo conosciuto bene in quel frangente, sulla nostra pelle, la crisi della democrazia europea, che ha preso la forma di una repressione preventiva sorprendente, con centinaia di arresti e divieti di assembramento e di circolazione. Eccola la loro democrazia: milioni di euro spesi per mobilitare 13.000 poliziotti, a difesa dei grattacieli di vetro in una città dove ogni giorno si muore di droga e disperazione. E li abbiamo visti, i feroci squali della finanza, arroccati nella violenta difesa del loro status, nel voler soffocare ogni sussulto di quella democrazia che rinasce nelle piazze e nelle tante battaglie di questi ultimi anni. Non una parola, da nessuno di loro, solo l’inquietante silenzio delle divise nere e verdi delle loro guardie!

Mario Draghi rappresenta in questo momento il boia dall'altra parte del cappio del debito che sta stritolando l'Italia, la Grecia e tutti i paesi europei a cui vengono imposte le politiche d'austerità. Non possiamo accettare che da simili personaggi arrivino lezioni sulla crescita e sul welfare! Per questo Giovedì 24 saremo nella facoltà di Economia a contestarLO e a ricordare che la strada da intraprendere è un’altra. Vogliamo che si parli di un modello economico radicalmente differente che si parli di aumentare la spesa pubblica, finanziare l’istruzione e la ricerca, il welfare e i servizi, che non si barattino i diritti e la dignità dei giovani e dei precari con la serenità e la salvezza della grandi banche. E per prendere in prestito un termine tecnico della finanza, caro presidente Draghi, siamo tutti “too big to fail”, troppo grandi e importanti per fallire.

Nessuna lezione da chi affama l'Europa!!

Ore 13.00 - Facoltà di Economia - Via del Castro Laurenziano 9

evento fb: http://www.facebook.com/events/301945323222408/