Sun05192013

Last update12:57:20 PM GMT

Gli studenti non si arrendono e chiamano tutti in piazza il 26

  • PDF

Sono fantastici questi ragazzi, che vanno oltre le cronache, l'improvviso "smosciarsi" delle notizie sull'attentato di Brindisi: in fondo potrebbe essere il gesto di un pazzo, chissà. Intanto ci sono le elezioni, la crisi economica che non dà tregua. Ma loro, gli studenti di tutta Italia, sono con gli occhi ancora lì: sui quaderni rimasti per terra davanti alla scuola "Morvillo Falcone" di Brindisi, dove qualcuno ha piazzato un ordigno comandato a distanza. E lo ha fatto esplodere quando passavano sei ragazze. Melissa Bassi, 15 anni, è morta. Un'altra ragazza sta molto male. Le altre porteranno per lungo tempo i segni di quell'esplosione che non ha ancora né un movente né un autore.

Ma è stato il ministro dell'Interno Cancellieri questa mattina nell'informativa a Montecitorio a sottolineare che "potrebbe trattarsi di un atto di terrorismo". Attenzione, insomma, a correre a conclusioni affrettate. Ciò che è successo davanti alla scuola Falcone Morvillo, per ora, è un mistero italiano. E se verrà fuori che l'uomo ripreso dalle telecamere dietro al chiosco è un pazzo isolato, il messaggio per un paese in crisi non sarà certo rassicurante.

E' stato ancora il ministro, che ovviamente ha seguito da vicino la faccenda, a dedicare stamattina alcune parole proprio ai ragazzi di Brindisi: "Vorrei elogiare la ferma reazione degli studenti brindisini - ha detto Cancellieri - che hanno dato un esempio di altissimo valore civico e morale, ripresentandosi regolarmente alle lezioni senza cedere alla paura".

Ebbene, non si limitano ad andare a scuola, fanno moto di più. Vogliono scendere anche in piazza. Vogliono dimostrare in modo ancora più chiaro che loro non hanno paura. Per questo hanno deciso di chiedere a tutti gli studenti di'Italia di partecipare sabato 26 maggio a una manifestazione nazionale a Brindisi (LEGGI L'APPELLO). L'appello è già stato raccolto dalla Rete della conoscenza, da Libera, dall'Arci e dalla Cgil.

Sono belle le parole che hanno scritto i ragazzi dopo un'assemblea studentesca che si è svolta stamattina. Perché vi si legge consapevolezza e saggezza, l'intelligenza di saper legare quella bomba a un territorio ferito dalla disoccupazione, dall'incuria che uccide l'ambiente e però attraversato anche da lotte contro la mafia, contro i poteri che niente hanno a che fare con l'impegno e la voglia di crescere. "Non si può parlare di Brindisi solo quando scoppiano le bombe - dice l'appello - Dobbiamo scendere in piazza non solo per semplice solidarietà, ma perché tutta l'Italia non deve dimenticare quello che è successo, che vive dentro un contesto sociale caratterizzato da una cultura violenta e individualista, dall'assenza di politiche di tutela del territorio, dai tagli alla scuola, dalla precarietà dilagante che attanaglia le vite e il futuro della nostra generazione."

Ne parliamo anche con Nino, uno studente della "Morvillo Falcone" che sta partendo con una delegazione delle scuole brindisine per Palermo, a bordo della "nave della legalità". "Abbiamo pensato che, nonostante tutto, sta venendo di nuovi fuori un'immagine dell'Italia paese di mafia. E anche di Mesagne, la nostra città, che tutti continuano ad etichettare come 'culla della Sacra corona unita'. Ma Mesagne è anche qualcos'altro, anzi, è molto altro - dice Nino - in questi anni abbiamo fatto percorsi importante verso la legalità, per diffondere un senso civile e di impegno. E lo abbiamo fatto soprattutto nelle scuole. Per questo quella bomba, chiunque l'abbia messa, ci sembra in ogni caso preoccupante". Perché, ammette Nino, "alla fine la paura di andare a scuola c'è. E' ovvio, è normale. Ma proprio per questo dobbiamo fare qualcosa. E abbiamo deciso di chiamare tutti, tutti gli studenti italiani: venite a Brindisi, venite a dire che siamo in tanti". "Chi ha messo la bomba - conclude Nino - ha voluto farsi sentire. Bè, sabato sentiranno noi".

 

(22 maggio 2012) Cinzia Gubbini - Il Manifesto

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna