
Si parte il 4 settembre con i test di ammissione a Medicina e ad Odontoiatria in lingua italiana. Il giorno dopo, sosterranno la medesima prova coloro che vorranno invece seguire un corso di laurea in Medicina e Odontoiatria in lingua inglese. Il ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca ha pubblicato con largo anticipo rispetto agli anni precedenti le date di svolgimento dei test di ammissione alle facoltà a numero programmato nazionale.
Le prove proseguiranno giovedì 6 settembre con gli studenti che si contenderano un posto per la facoltà di Architettura. Lunedì 10 settembre sarà invece la volta degli aspiranti veterinari. Chiudono la batteria di test di ammissione per le facoltà i cui posti vengono programmati a livello nazionale, l'11 settembre, i futuri infermieri, ostetrici, logopedisti, fisioterapisti e tutte le altre professioni sanitarie.
Lo scopo di annunciare le date quattro mesi prima, scrivono da piazza Kennedy, è quello di "offrire anticipata informativa agli studenti interessati e consentire agli atenei di provvedere adeguatamente alla pianificazione degli aspetti organizzativi legati alle prove concorsuali sia livello nazionale che a livello locale".
Da alcuni anni a questa parte, infatti, gli atenei che programmano corsi a numero chiuso anche per le altre facoltà sono sempre di più. Nel 2009/2010 furono oltre 100.000 i posti assegnati con questa modalità e gli studenti non ci stanno. Il business dei corsi di preparazione è già partito da mesi. Il costo di un corso completo può variare dai duemila per arrivare a cinquemila euro.
Per avere infatti buone possibilità di superare la selezione, per l'area medica, occorre studiare Matematica, Fisica, Chimica, Biologia e cimentarsi con i temuti test di cultura generale e logica. Nel corso delle precedenti edizioni, la prova si è svolta al meglio delle 80 domande a risposta multipla e con tutta probabilità, anche quest'anno, la formula non cambierà. Gli studenti organizzati da anni protestano contro questo meccanismo di selezione che considerano ingiusto perché di fatto agevolerebbe coloro che possono permettersi di pagare un corso di preparazione.
Inoltre, la selezione attraverso i test di ammissione, secondo i ragazzi, non sarebbe il miglior modo per selezionare un buon medico o un odontoiatra capace. Dopo il rito dei quiz, spesso, partono decine di ricorsi perché a contendersi un posto si presentano ogni anno in circa 300.000.
L'anno scorso furono poco più di 47.000 i posti messi in palio dal ministero. Ma la facoltà più ambita è senz'altro quella di Medicina, dove le domande di ammissione sono quasi sempre dieci volte superiori ai posti. E chi non riesce ad entrare nel novero dei fortunati sovente ci riprova l'anno successivo.
(12 maggio 2012) Salvo Intravaia - La Repubblica
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