
Oggi, giovedì 3 maggio, un nutrito numero di studenti si è dato appuntamento alle 14 in piazza Castello per presidiare il CoReCo (Comitato Regionale di Coordinamento delle Università del Piemonte) che, in questa seduta, avrebbe voluto ridefinire i criteri per l'assegnazione delle borse di studio per l'anno accademico 2012/2013. La proposta in discussione prevedeva la restrizione dei criteri di idoneità rispetto al passato, riducendo dunque il numero di potenziali beneficiari, dando poca rilevanza alle condizioni economiche dello studente e giocando invece sulla solita retorica del merito con cui vengono giustificati tutti i tagli degli ultimi anni.
La giunta regionale ha però annullato la seduta per l'urgenza della discussione in merito al referendum sulla caccia, che la Regione sta tentando di svuotare del suo significato, restringendo al massimo il campo della consultazione democratica.
Il presidio si è comunque svolto per riportare l'attenzione della popolazione sulla situazione drammatica del diritto allo studio in Piemonte, con interventi a microfono aperto che hanno denunciato il contesto con cui oggigiorno gli studenti si trovano a dover fare i conti, in particolare la proposta di abolire il valore legale del titolo di studio e gli ultimi decreti attuativi della riforma Gelmini, che determineranno un notevole aumento delle tasse universitarie, favorendo il meccanismo dei prestiti d'onore che nel sistema universitario anglosassone ha già mostrato tutta la sua pericolosità.
Gli studenti hanno realizzato in piazza uno striscione per contestare le politiche portate avanti da questa giunta che sta smantellando il welfare studentesco piemontese.
"Ci state togliendo anche l'ultimo sostegno, diamo una mano al diritto allo studio" è lo slogan riportato sulla stoffa appesa tra i lampioni della piazza ad una catena di reggiseni e mutande, per sottolineare la gravità di queste politiche regionali.
Dopo un momento di assemblea, gli studenti si sono diretti con un corteo spontaneo in Rettorato, bloccando il traffico di via Po e interrompendo in seguito la celebrazione delle lauree honoris causa. Davanti ai presidi di facoltà e ai numerosi ospiti dell'evento, gli studenti hanno ribadito le proprie rivendicazioni tornando a sottolineare le difficoltà con cui oggi la popolazione studentesca si deve quotidianamente confrontare.
Dopo un ulteriore momento di assemblea in Rettorato, il corteo si è sciolto andando ad appendere lo striscione sulle gradinate di Palazzo Nuovo.
Continuiamo la lotta per un diritto allo studio che permetta a tutti il libero accesso ai saperi e l'abbattimento delle barriere economiche che oggi più che mai pregiudicano ai più la possibilità di accedere ad una formazione che ci renda cittadini critici e non sudditi.
Studenti Indipendenti




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